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Villa Taranto, il giardino botanico sul Lago Maggiore

A Verbania Pallanza, sulle sponde del Lago Maggiore, i Giardini Botanici di Villa Taranto sono un luogo tranquillo, quasi fuori dal mondo. Si cammina senza fatica lungo viali ampi, con scorci che cambiano continuamente: il lago sullo sfondo, le montagne in lontananza, i giardini terrazzati, le vasche d’acqua, le fioriture, gli alberi monumentali.

Vista sul Lago Maggiore
Vista sul Lago Maggiore

A fine aprile, quando ci sono stata, il giardino era in piena stagione primaverile: prati colmi di viole, azalee e rododendri di ogni colore — arancioni, gialli, rosa, rossi, bianchi — e una sequenza di ambienti molto diversi, ciascuno con un punto di interesse botanico o paesaggistico.

La storia del giardino comincia nel 1931, quando il capitano scozzese Neil McEacharn acquistò la proprietà per trasformarla in un giardino all’inglese, adattato al clima mite del Lago Maggiore. L’opera fu ultimata nel 1940 e dal 1952 i giardini sono aperti al pubblico. Oggi Villa Taranto custodisce un patrimonio botanico vastissimo, con circa 1.000 piante non autoctone e circa 20.000 varietà e specie di particolare valore botanico.

Dal primo ingresso alla Serra Victoria

Dopo un viale d’accesso ricco di piante colorate e stupefacenti, il percorso incontra alcuni punti simbolici del parco. Come la Fontana dei Putti, contornata da fioriture che cambiano con le stagioni, a fine aprile erano ancora presenti alcuni tulipani, mentre il resto del giardino era già dominato dalla primavera avanzata: viole nei prati, azalee e rododendri in piena fioritura. Poco oltre si entra idealmente nel sistema del Labirinto dei tulipani e delle dalie: in primavera dedicato ai tulipani, con oltre 60 varietà, e dall’estate all’autunno trasformato dal colore delle dalie, con oltre 1.300 piante e 170 cultivar.

La Fontana dei Putti
La Fontana dei Putti

Quindi ci si avvicina alla Serra Victoria, dove una vasca d’acqua ospita la Victoria cruziana, grande ninfea tropicale visibile al pubblico da metà giugno a ottobre inoltrato. Nei mesi di maggiore sviluppo, le sue foglie possono sfiorare i due metri di diametro. Sul fondo della serra, un giardino verticale con specie diverse che si alternano sulla parete nel corso dell’anno.

Il percorso passa anche accanto alla Cappella Mausoleo, costruita nel 1965 per esaudire il desiderio di Neil McEacharn di riposare nel giardino che aveva creato, prima di raggiungere uno degli alberi più importanti del parco: il Castagno secolare, piantato nel 1600 e considerato la pianta più antica di Villa Taranto.

Rododendri, giardini terrazzati e piante d’acqua

A fine aprile la parte più spettacolare della visita è sicuramente quella dei rododendri e delle azalee. Il Bosco dei Rododendri ospita circa 800 esemplari tra specie e cultivar, alcuni risalenti agli anni Trenta e altri introdotti per la prima volta in Italia proprio a Villa Taranto. Nel percorso si incontravano fioriture accese e molto diverse: azalee bianche, rododendri rosa e rossi, il Rhododendron calendulaceum dai toni caldi, oltre ad altre piante come la Kalmia, arbusto dalla fioritura minuta e dalla forma quasi geometrica, e macchie di Bletilla in fiore, dai toni violetti.

La Valletta con il ponte introduce un paesaggio più raccolto: fu modellata tra il 1938 e il 1939 con scavo manuale e grandi massi di granito locale del Montorfano, nell’area di Mergozzo. Sul ponte crescono due rampicanti particolari, Caesalpinia sepiaria e Caesalpinia vernalis, che a maggio fioriscono in racemi gialli lungo i lati, creando uno degli effetti più scenografici della Valletta.

Da qui il percorso porta ai Giardini terrazzati, dove cascatelle, giochi d’acqua, aiuole fiorite e bordure di rose paesaggistiche costruiscono una delle parti più scenografiche del parco. Durante la visita di fine aprile, i parterre di violette e la vista verso il Monte Rosa innevato erano uno dei momenti più belli.

I giardini terrazzati con vasche d'acqua e violette; sullo sfondo la catena del Monte Rosa
I giardini terrazzati con vasche d’acqua e violette; sullo sfondo la catena del Monte Rosa

Il giardino di Villa Taranto continua poi verso il Prato delle Personalità, dove un tempo gli ospiti illustri del capitano McEacharn piantavano essenze arboree diverse. Qui si trova anche una grande e spettacolare Davidia involucrata, l’albero dei fazzoletti o delle colombe, chiamata così per le grandi brattee bianche che accompagnano la fioritura e sembrano piccoli fazzoletti mossi dal vento.

Nella visita di fine aprile, tra gli alberi e le specie annotate lungo il percorso, comparivano anche Pinus radiata, due Metasequoia glyptostroboides che furono donati dal principe Borromeo al capitano Mc Eacharn già nel 1949 e nel 1950, Sequoia sempervirens e Acer palmatum ‘Ribescifolium’.

La parte delle acque aggiunge altre meraviglie a Villa Taranto: la Vasca del Fior di Loto ospita il Nelumbo nucifera, con foglie impermeabili che si innalzano sopra il livello dell’acqua; nelle Vasche con ninfee si trovano bacini dedicati a ninfee rustiche, tropicali e ad altre piante acquatiche. A fine aprile si potevano già osservare il ranuncolo d’acqua e le prime ninfee, mentre le fioriture più importanti delle piante acquatiche arrivano nei mesi successivi.

Ninfee

Piante grasse, glicini e Belvedere

Nella parte alta del parco, presso il Serrone, si trova anche la collezione di piante grasse, visitabile da fine aprile a ottobre: numerose specie e generi botanici provenienti da diverse aree del mondo, spesso poco conosciuti dal grande pubblico. È una sezione diversa dal resto del giardino, più asciutta e collezionistica, che interrompe per un momento il racconto delle fioriture primaverili.

Il rientro verso il Tourniquet e il Belvedere è un’altra parte piacevole della visita: lungo il percorso il sito segnala magnolie, Cornus, Cercis, Prunus, il raro Cupressus dupreziana e l’Abies cephalonica. Da qui si aprono alcuni degli scorci più belli verso Verbania e il Lago Maggiore. Nei punti di sosta, alcuni ombreggiati dai glicini, il giardino torna a essere anche un luogo di pausa, non solo di osservazione botanica.

Info pratiche: fioriture, biglietti, eventi

Uno degli aspetti più interessanti di Villa Taranto è che non esiste una sola stagione giusta. Il calendario delle fioriture invita a tornare più volte durante l’anno: Festa delle Bulbose dal 22 marzo al 20 aprile, Fiori d’acqua da giugno a settembre, Victoria cruziana da metà giugno a fine ottobre, Mostra delle Dalie da luglio a fine ottobre, Fall Foliage da ottobre.

Dove: Giardini Botanici di Villa Taranto, Via Vittorio Veneto 111, Verbania Pallanza.

Biglietti e aperture: i biglietti possono essere acquistati online; per prezzi aggiornati, riduzioni, aperture stagionali, abbonamenti e condizioni di visita è sempre meglio verificare il sito ufficiale prima di partire: www.villataranto.it

La visita minima indicata è di una-due ore, ma il giardino merita più tempo.

Eventi: il calendario cambia durante la stagione e comprende appuntamenti diversi, dai Garden Talks alle attività di benessere e yoga, dalle visite guidate agli eventi musicali e corali. Conviene consultarlo prima della visita, perché può offrire un motivo in più per tornare.

La mappa del Giardino di Villa Taranto

Perché si chiama Villa Taranto ?

La proprietà in origine si chiamava “La Crocetta”: Neil Boyd McEacharn la acquistò dalla marchesa di Sant’Elia sul promontorio della Castagnola a Pallanza.

Dopo aver trasformato il luogo nel suo grande giardino botanico, McEacharn lo chiamò “Villa Taranto” in memoria di un suo antenato, il maresciallo Étienne-Jacques-Joseph-Alexandre Macdonald, nominato Duca di Taranto da Napoleone.

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