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Echinacea purpurea - Masino ott 25 - ph. Veronica Pons

Un viaggio botanico e sensoriale: la Tre Giorni per il Giardino a Masino

Cielo terso, aria frizzante di montagna, tappeti di foglie sotto i castagni carichi di frutti: il Castello di Masino si è vestito d’autunno per accogliere la Tre Giorni per il Giardino, manifestazione florovivaistica tra le più amate d’Italia, organizzata dal FAI. Dal 17 al 19 ottobre, il grande pratone centrale si è trasformato in un crocevia di bellezza botanica e cultura agricola, dove la cura del verde incontra il piacere della scoperta.

L’evento, curato da Emanuela Orsi Borio, si distingue per la sua vocazione mista: oltre cento vivaisti provenienti da tutta Italia e da Oltralpe hanno esposto piante perenni e bulbose adatte all’autunno, mentre produttori agricoli locali hanno portato i frutti della terra, rendendo Masino un ponte tra orto domestico e paesaggio alpino. Il tema di quest’anno, “Il Giardino possibile. Il tempo, la cura: la voce ai giovani”, è emerso nei talk con giovani giardinieri e climatologi come Antonello Pasini, e sul campo si è tradotto in scelte botaniche resistenti e a basso input idrico, ideali per climi mutevoli.

Il pratone diventa per tre giorni un luogo di incontro dove l’effervescenza è serena, ordinata, quasi disciplinata: visitatori che si muovono tra gli stand, vivaisti che raccontano le loro piante, consulenze tra un acquisto e l’altro. Non solo piante, dunque, ma un’idea più ampia di cultura del giardino che si intreccia con l’agricoltura, la gastronomia, il paesaggio.

Le piante da scegliere per colore e fascino

Tra gli stand più ricchi di suggestioni, quello del Vivaio Angelo Paolo Ratto da Albenga, specializzato in salvie ornamentali. Accanto alle piante con spighe viola intenso e blu cobalto, si ergevano in vasi ordinati varietà come la ‘Hot Lips’ bicolore, la ‘Royal Bumble’ rosso acceso e la Salvia ‘Amistad’ in magenta. Queste perenni, alte 50-70 cm, tollerano il freddo e attirano impollinatori tardivi; Ratto le consiglia per bordure miste, dove l’aroma delle foglie si diffonde al tocco ed evoca i giardini costieri. Le piante sono resistenti e dalla fioritura prolungata. Richiedono solo una pacciamatura autunnale per svernare e ripresentarsi in primavera.

Poco più in là, il vivaio L’Erbaio della Gorra di Casalborgone (TO) proponeva composizioni di Echinacea con petali carminio abbinate ai settembrini a fiore piccolo e bianco, Aster novi-belgii in cultivar compatte. Oltre alle bellissime piccole pannocchie bianche della Cimicifuga simplex ‘White pearl’, perenni originarie di ambienti freschi e umidi che producono su alti steli eretti lunghe pannocchie a spazzolino profumate che atiravano api e insetti impollinatori più di tutti gli altri.

Floricoltura Tarricone Graziella ha ricevuto il premio per la pianta più significativa: Chrysanthemum  ‘Oiseau du Paradise’, un’antica varietà con fiore insolito. In più ha presentato una serie di crisantemi australiani da taglio dalle corolle perfette in giallo zolfo e arancio, con steli lunghi 80 cm e petali larghi, ideali per composizioni floreali che durano due settimane in vaso. Accanto ai crisantemi più classici, anche ciclamini particolari, con fiore all’insù, Cyclamen Djix con boccioli rivolti verso l’alto che sfidano il vento e altre piante molto profumate. I ciclamini sono selezionati per essere coltivati in giardino e non solo in vaso, capaci di naturalizzarsi sotto gli alberi se messi a dimora in posizioni riparate e con terreno ricco di humus. Basta un drenaggio eccellente per evitare marciumi radicali.

Molte rose erano ancora fiorite: da Vivai Pozzo sfoggiavano le corolle aperte delle splendide ‘Gertrude Jekyll’; Le Rose Profumate di Annalisa Glorio offrono centinaia di varietà, tra cui Silvetta di Kordes (rampicanti contenute adatte anche alle coltivazioni in vaso) Henrianne De Gerlache e Perfume Dreams, nuove rose bee friendly, amiche delle api.

La selezione di piccoli frutti e piante insolite era altrettanto ricca. Vivai Veimaro ha presentato una collezione di frutti di bosco tra cui mirtilli, lamponi, fragole di bosco, mirtilli siberiani, kiwi arguta e altro ancora, in moltissime varietà.

Affascinante la collezione di aceri giapponesi di Lazzerini, le Daphne, gli agapanti, le fucsie e i rampicanti di Giani.

Sapori del Piemonte

Masino non è solo ornamentale: la sezione agricola celebra il terroir piemontese con prodotti locali che integrano il verde. Zucche decorative e commestibili si accavallavano in ceste, pronte per zuppe o lanterne di Halloween. I peperoni di Carmagnola, nella cultivar. ‘Quadrato Asti’, rossi e carnosi, noti per la dolcezza e la conservazione. I porri di Cervere, con gambi lunghi e bianchi per minestroni invernali, si affiancavano alle patate di montagna di Paysage à manger di Gressoney,  ai sacchi di castagne lucenti delle colline di Ivrea  e alle nocciole tonde gentili, Corylus avellana ‘Tonda Gentile Trilobata’, croccanti e oleose, base per torte e creme.

Artigianato per il giardino e la campagna

Oltre alle piante, alcune bancarelle di oggetti per il giardino: ferri battuti artigianali, silhouette di animali in metallo su stelo, come conigli e uccelli zincati, alti 50-100 cm per bordare vialetti senza manutenzione, ceste di salice intrecciate a mano e coroncine in salice decorative.

Non mancavano sciarpe e foulard con stampe botaniche dal gusto rustico-chic e i cappelli di feltro di Eleonora dei Cappelli, in tonalità tabacco e castagna, perfetti per passeggiate nei boschi di Masino. Modelli tradizionali rivisitati, pensati per chi frequenta giardini di campagna senza rinunciare a un certo stile misurato.

Infine, vasi in terracotta smaltata e lanterne a forma di riccio, tutti forgiati localmente per durare generazioni. Piccoli oggetti che completano l’esperienza della manifestazione, rendendola anche un luogo di incontro sociale oltre che botanico.

Un evento che guarda al futuro

La Tre Giorni per il Giardino continua a essere uno degli appuntamenti più qualificati del panorama florovivaistico italiano, non solo per la selezione degli espositori ma anche per il programma culturale di incontri, dimostrazioni e laboratori che accompagna la mostra mercato. In un contesto unico che merita sempre il viaggio. Non perdetevi lo splendido castello e il suo parco che fu dimora dei conti Valperga per un millennio. Oggi restaurato dal FAI, custodisce stanze arredate con mobili d’epoca, affreschi sovrapposti nel tempo e oggetti che raccontano la vita quotidiana di chi lo ha abitato. C’è un salone ottagonale per i balli, un roseto che profuma fino a ottobre, un parco punteggiato da oltre seimila esemplari di Spirea vanhouttei che in primavera esplodono in cascate bianche e un labirinto di carpini così alti e fitti da far perdere davvero l’orientamento tra i loro corridoi verdi.

Per le fotografie ringrazio Veronica Pons @ve_pons

Il muraglione del Castello: sotto il parco, sopra il giardino con gli agrumi
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