Il caprifoglio, che viene anche chiamato con il nome botanico di “Lonicera”, anche quando si nasconde tra la vegetazione folta si distingue facilmente per l’intenso profumo emanato dai suoi caratteristici fiori.
Oltre alla fragranza caratteristica, i caprifogli si distinguono per la loro eleganza, grande resistenza e facilità di coltivazione, adattandosi con versatilità a varie condizioni ambientali.
Il genere Lonicera, appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, comprende circa duecento specie di piante, alcune decidue e altre sempreverdi, che si trovano spontaneamente in luoghi boscosi e spesso montuosi dell’Asia centro-orientale e dell’Europa. Sono talmente versatili, vigorose e profumate che molte specie vengono coltivate come piante rampicanti in giardino e in vaso, dove è più facile contenere lo sviluppo.
Specie che resistono al freddo
Le specie più adatte a crescere nelle regioni settentrionali del nostro paese, grazie alla loro notevole resistenza al freddo invernale, includono:
Lonicera caprifolium – È la specie rampicante più diffusa, facilmente rintracciabile anche nei boschi di pianura o mezza collina. I fusti legnosi di questa pianta decidua possono raggiungere altezze comprese tra 5 e 7 metri. Predilige terreni umidi in mezz’ombra e mostra grande resistenza alle basse temperature invernali. Fiorisce abbondantemente da maggio a luglio, con fiori bianco-crema, delicatamente sfumati di rosa, tubulosi e intensamente profumati. Nella tarda estate, produce bacche rosse decorative.
L. fragrantissima – Di origine cinese, ha un portamento arbustivo e raggiunge un’altezza massima di 2-3 metri. Le foglie semi-sempreverdi sono coriacee, di colore verde scuro, con lamina ovale a margini dentati. I fiori altamente profumati sbocciano precocemente tra febbraio e marzo. Predilige la mezz’ombra e può tollerare l’ombra totale, purché sia collocata in terreni ben drenati. Mostra anche una notevole resistenza al freddo invernale.
L. japonica – È una specie semirustica, rampicante e sempreverde, originaria di Corea, Cina e Giappone. Presenta fusti avvolgenti molto lunghi, che possono raggiungere dai 9 ai 12 metri. Produce fiori profumati bianco-giallastri da maggio a luglio e successivamente frutti neri e opachi. Ha requisiti ambientali e di suolo simili a quelli della L. caprifolium. Le varietà più coltivate includono “aureoreticulata” con foglie giallo-verdi venate di giallo e “flexuosa” con fusti rosso-porpora e fiori rosso chiaro.

Il caprifoglio che preferisce il caldo
Nelle regioni del Sud Italia, oltre alle specie precedentemente menzionate, si possono utilizzare altre specie rampicanti più sensibili alle basse temperature, come:
Lonicera sempervirens – È una pianta rampicante a crescita rapida, che può raggiungere un’altezza di 7-8 metri. Si tratta di una sempreverde, con foglie ovali di tonalità verde-bluastra. Produce vistosi fiori rosso-arancio esternamente e gialli all’interno, riuniti in mazzetti di 6 o più elementi. La fioritura avviene in giugno e luglio, sui rami più lunghi dell’anno precedente.
L. x tellmanniana – È un ibrido ottenuto dall’incrocio tra L. sempervirens e L. tragophylla agli inizi del 1900. Questa pianta decidua, di grande pregio decorativo, ha fusti flessuosi che si estendono fino a 6-7 metri. In giugno e luglio produce ricche infiorescenze poco profumate, formate da 6-12 fiori di colore giallo vivo, sfumati di rosso-bronzo. Cresce bene anche in piena ombra, sebbene prediliga esposizioni parzialmente soleggiate

Il caprifoglio profumato: un’esperienza sensoriale
Secondo una scala di intensità, le specie che si distinguono per la produzione di fiori profumati sono le seguenti:
Tra le rampicanti, troviamo L. caprifolium, L. japonica e L. hildebrandiana.
Tra le specie arbustive, la più profumata è la L. fragrantissima.

Specie tappezzanti
All’interno del genere Lonicera, troviamo anche due specie semiarbustive, che non rientrano nella categoria dei “caprifogli”, ma sono ideali per essere utilizzate come piante tappezzanti in terreni marginali, soprattutto quelli in pendenza. Queste piante sono in grado di produrre fiori, sebbene non profumati come quelli dei caprifogli.
Lonicera nitida – Questo arbusto sempreverde, originario della Cina, è compatto e robusto, con un’altezza che può arrivare fino a 2 metri. È ideale per creare basse siepi grazie al suo fogliame verde scuro lucente e coriaceo. Si adatta alle potature meglio del bosso ed ha una crescita rapida. Produce numerosi fiori piccoli di colore bianco-crema, da giugno a luglio, e bacche blu-porporino in autunno. Si sviluppa bene sia in pieno sole che in ombra parziale e predilige terreni freschi, leggermente umidi e fertili, sia calcarei che acidi.
Lonicera pileata – Questa specie si presenta con un portamento strisciante, fogliame sempreverde e fiori minuscoli di colore bianco-giallastro, seguiti da frutti bianco-violacei. È una pianta adatta per giardini rocciosi e zone marginali. Tollerante al sole diretto, cresce vigorosamente anche su terreni calcarei o pietrosi, anche se mostra una crescita ancora più rigogliosa su terreni organici e fertili.

Soddisfatto con facilità
Il caprifoglio è una pianta generalmente rustica e poco esigente in termini di cure colturali. Pur adattandosi a quasi tutti i tipi di terreno, ad eccezione di quelli troppo sabbiosi o pietrosi, preferiscono un suolo profondo, fresco e mediamente fertile, con una moderata quantità di argilla, ma senza ristagni idrici.
Essendo piante del sottobosco, si trovano a loro agio in ambienti freschi e parzialmente ombreggiati. Per le specie rampicanti, la posizione ideale è quella che consente un’adeguata esposizione solare nella parte superiore della chioma, mentre la base della pianta rimane all’ombra. Solo poche specie sopportano climi estivi caldi e secchi.
Alcune specie tendono a spogliarsi alla base con il corso del tempo, quindi è consigliabile posizionare piante arbustive sempreverdi a bassa altezza lungo i fusti inferiori per mantenerli ombreggiati.
Le specie a foglia caduca sopportano bene gli inverni freddi e le coperture nevose, mentre quelle sempreverdi possono subire danni da gelate invernali tardive.
L’irrigazione deve essere abbondante solo dopo la messa a dimora, per favorire l’attecchimento delle piante. Successivamente, con la crescita della pianta, l’irrigazione diventa necessaria solo durante periodi siccitosi primaverili ed estivi, soprattutto in prossimità della fioritura.
Anche le esigenze nutritive sono modeste: per le piante coltivate in pieno campo, le concimazioni sono necessarie principalmente nel momento in cui vengono piantate, utilizzando prodotti organici come letame bovino maturo o concimi granulari chimici ricchi di azoto e fosforo. Le concimazioni possono essere ripetute se le piante mostrano segni di deperimento vegetativo.
Il caprifoglio in vaso
Il caprifoglio può essere coltivato in piena terra, ma alcune specie si adattano bene anche ai contenitori. I vasi devono essere adeguatamente profondi (con un’altezza minima di 40 centimetri) e riempiti con un substrato composto da due parti uguali di torba e terra di campo.
È indispensabile concimare ogni anno, in primavera, utilizzando prodotti specifici per piante fiorite.
Durante l’estate, è necessario irrigare regolarmente e in abbondanza.
Trapianto: accoglienza in una nuova casa
Le specie a foglia caduca possono essere piantate sia in autunno che in primavera, mentre per le sempreverdi è consigliabile attendere la fine dell’inverno prima di procedere al trapianto.
Come si pota il caprifoglio
Anche se non obbligatoria, la potatura del caprifoglio può essere utile per stimolare una fioritura più abbondante. Solitamente, per le specie a fioritura estiva, si consiglia di eseguire la potatura verso la fine dell’inverno, mentre per quelle a fiori primaverili è opportuno potarle subito dopo la fioritura. Oltre a ridurre la lunghezza dei rami, la potatura serve anche per rimuovere quelli secchi o per dare forma alle piante che verranno utilizzate per creare siepi. Tuttavia, è importante evitare tagli eccessivi poiché potrebbero ridurre significativamente la possibilità di fioritura. La potatura è particolarmente importante per le piante coltivate in vaso, che tendono a sviluppare una carenza di fogliame nella parte inferiore dei fusti.

Nuove generazioni: si possono fare le talee
Il caprifoglio di tutte le specie può essere propagato mediante talea erbacea o legnosa, prelevando rami di 1-2 anni nel periodo tra giugno e luglio per le specie a foglia caduca e tra settembre e ottobre per quelle sempreverdi. Le talee devono essere collocate in vasetti riempiti con sabbia e terriccio universale, mantenute a temperature comprese tra 15 e 20 °C e lasciate radicare per alcuni mesi. Le piante radicate potranno essere trapiantate definitivamente l’anno successivo.
Alcune specie possono essere propagate anche per propaggine, mentre altre possono essere seminate in primavera in un letto caldo. Tuttavia, quest’ultimo metodo richiede più tempo e spesso non garantisce il successo invece ottenuto con le talee.