Anche quest’anno si è confermata un appuntamento imperdibile della primavera milanese. La biodiversità è il tema centrale del 2025.
A Milano la mostra Orticola di maggio è una tradizione dal 1996, tappa d’obbligo e momento un po’ magico per tutti gli appassionati. Un mondo colorato e profumato, dove scovare rarità, fare acquisti inaspettati e ricevere consigli personalizzati. Ma Orticola è anche e soprattutto un punto di riferimento per vivaisti e floricoltori, giardinieri e designer del verde, aziende e istituzioni. Organizzata dalla storica Associazione Orticola di Lombardia (che nel 2025 compie 160 anni!), la mostra-mercato dei Giardini Pubblici Indro Montanelli è da sempre orientata a selezionare e valorizzare le migliori produzioni vivaistiche. E nel tempo ha costruito una rete che fa dialogare professionisti e visitatori, con uno sguardo sempre più attento alla sostenibilità.

Biodiversità e cura dell’ambiente
Il tema scelto per l’edizione 2025 (dall’8 all’11 maggio scorsi), “Bio, bio, bio: in giardino c’è vita!”, ha posto l’accento sulla biodiversità e sulle pratiche colturali rispettose dell’ambiente, rilanciando il concetto di “One Health”: benessere per tutti, che significa cercare un punto di equilibrio tra salute dell’uomo, degli animali e dell’ecosistema. Le installazioni e le proposte dei vivaisti hanno privilegiato metodi naturali che valorizzano le consociazioni (cioè l’abbinamento di piante che sviluppano tra loro interazioni positive), il microbiota ambientale (l’insieme di microrganismi che vivono e interagiscono nel suolo, essenziali per esempio per la fertilità del terreno), le coltivazioni biologiche, i substrati peat free (senza torba), le pacciamature ecologiche e altro ancora

Argentina Paese ospite
Tra le novità dell’edizione 2025, la presenza dell’Argentina come Paese ospite. A rappresentarla, la Jacaranda mimosifolia, pianta simbolo della capitale Buenos Aires, dalla bellissima fioritura blu-viola. Sempre dedicati all’Argentina i workshop, organizzati da iODonna, di Fileteado, la pittura decorativa tradizionale riconosciuta dall’Unesco, il cui stile è caratterizzato da foglie, fiori, animali ed effetti tridimensionali. Infine la fontana barocca di Palazzo Dugnani ha ospitato il prospetto statico di Pablo Ruben Masci, artista italo-argentino, realizzato per conto di Infioritalia con la collaborazione della Società Italiana della Camelia: tappeti floreali di petali che prendevano forma all’interno della vasca.

Tra Tillandsie, mughetti rari e bonsai mediterranei
La selezione degli espositori ha confermato la modernità della mostra. Claudio Camarda, esperto internazionale di Tillandsia, ha portato la sua sorprendente collezione di ‘figlie del vento’; Kimera Tropical ha presentato rari esemplari di piante carnivore Utricularia; Raziel ha esposto 25 varietà di mughetti, dodici delle quali rarissime. Bellissime le acidofile di Bertone Riccardo e le camelie de I fiori della Barisella; decisamente interessanti i cactus epifiti di Triple Aqua.
Molte anche le proposte originali: i bonsai di macchia mediterranea del progetto Bonsardi, le piante carnivore di Un Angolo di Deserto, i pelargoni antichi e profumati (alcuni officinali e commestibili) di L’Antico Fiore e Azienda agricola Gea; la Petunia exserta a rischio di estinzione nello spazio Plantula e la mimosa australiana Acacia lasiocarpa di Meriania, inedita in Europa. Presente anche il Comune di Milano con laboratori, iniziative condivise con l’Orto Botanico di Brera e progetti didattici a cura di “Comunemente Verde”.

Oltre la mostra, il FuoriOrticola
Giunto ormai alla 7° edizione, FuoriOrticola, programma diffuso di eventi tra musei, giardini e spazi pubblici, ha animato la città dal 29 aprile al 18 maggio, rafforzando il legame tra verde e arte. All’iniziativa partecipano infatti i più importanti Musei e istituzioni culturali della città, proponendo ingressi scontati, visite guidate, mostre tematiche ad hoc: dal Civico Museo Archeologico all’Acquario, dalla Pinacoteca Ambrosiana al Castello Sforzesco, oltre al Museo del Novecento, la Galleria d’Arte Moderna (con anche attività per bambini), l’Orto Botanico di Brera (con visite guidate alla scoperta di muschi e felci). E ancora il Museo Poldi Pezzoli, il PAC, il Mudec e molti altri ancora. A chiudere simbolicamente il FuoriOrticola con il finissage di domenica 18 maggio è stato il Museo Bagatti Valsecchi con la mostra “Da allora ad Oggi” di Hugh Findletar, artista giamaicano che ha fatto del vetro di Murano la materia ideale per dare forma al suo immaginario.

Miglioramento del verde urbano
La vocazione pubblica della manifestazione resta uno dei suoi principali tratti distintivi: fin dalla prima edizione, i proventi della biglietteria sono destinati al miglioramento del verde urbano milanese. “Orticola per Milano” si traduce in interventi concreti, manutenzioni sostenibili, nuove piantumazioni negli spazi pubblici, oltre a progetti di educazione ecologica. Un’operazione culturale e ambientale completamente a favore dei cittadini.
