Impronte, una mostra interessante e ben fatta, con oltre 200 immagini e reperti, per farci vedere come è cambiata la visualizzazione della botanica nel secoli. E’ l’occasione per inaugurare il canale YouTube di gaura.guru e di guardare il video che ci accompagna nella visita virtuale, con un accompagnatore d’eccezione: il curatore prof. Renato Bruni. Video che trovi anche qui.
I contenuti del video Impronte
Impronte. Noi e le piante è la mostra inaugurata il 13 gennaio 2024. Dagli erbari nella fine del 400 alle più moderne tecniche di indagine tramite immagine.. una storia lunga più di 600 anni, che si snoda attraverso le sale del Palazzo del Governatore a Parma.
Realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune, Impronte si dipana in 10 sezioni raccontando il rapporto tra uomo e natura. Come il primo cerchi di cogliere e fissare la natura: dalla carta degli erbari alle odierne immagini satellitari dei censimenti arborei, passando per illustrazioni, taccuini, modellini e persino risonanze magnetiche e sguardi ai raggi X. Al centro, ideale e concreto raccordo tra le epoche, l’installazione audiovisiva Artificial Botany, a cura di fuse*, che esplora suggestioni e capacità espressive delle illustrazioni botaniche classiche attraverso l’uso di moderni algoritmi di apprendimento automatico.

Molte opere esposte portano alla luce i rapporti tra immaginario botanico e città. Come gli erbari di personaggi illustri decisi a dare il giusto valore al sapere botanico, come Luigi Gardoni, il cui omonimo erbario farmaceutico è stato riportato alla luce solo nel 2014 dopo una permanenza silente negli armadi dell’Orto Botanico lunga più di un secolo. Oppure la “donazione regale” di modelli di funghi in cera acquistati da Maria Luigia d’Austria proprio per l’Orto Botanico, passando per storie, notizie e curiosità contenute nell’altrettanto nutrito universo digitale composto da QR-code e video.

Ricca e varia la provenienza dei materiali, che oltre a prestatori locali ha coinvolto strutture estere (Real Jardin Botanico di Madrid) e di prim’ordine in Italia (Orti Botanici di Padova, Bologna, Pavia, Erbario Centrale Italiano di Firenze, tra gli altri). Al centro del percorso espositivo, tuttavia, vi è la raffigurazione scientifica delle piante e la sua trasformazione di stile, di percezione, di obiettivi: un percorso che usa la leva della bellezza per mostrare quanto sia cambiato nei secoli il nostro modo di guardare le piante e, con esso, la nostra opinione su di esse.
La tecnologia per conoscere le piante
Interessante l’ultima sezione, che si apre svelando le illustrazioni moderne capaci di allargare lo sguardo dal particolare al generale. Microscopie, infrarossi, ultravioletti, radar, immagini satellitari, time lapse, risonanze, fluorescenze offrono la cornice ideale per riflettere sui temi che caratterizzano la nostra contemporaneità, dal cambiamento climatico alla qualità dell’aria, dalla sostenibilità agricola alla gestione del verde urbano e forestale. Grazie a queste nuove visioni molte conoscenze sono state approfondite e amplificate, portando le piante da viventi “inanimati” a organismi centrati su complessità e interazione, indispensabili alla nostra vita nelle città e sul pianeta. Questa nuova era delle immagini ci ha rivelato che le piante hanno bisogni che non possiamo più ignorare, anche perché sono ora sotto i nostri occhi.

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