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Kokedama di Schlumbergera e di Sansevieria

Kokedama, il fascino della perfezione

Sfere di muschio verde e fresco che racchiudono un piccolo albero, o un cespuglio, o una pianta fiorita. Sono i kokedama, derivati dall’arte giapponese dei bonsai, ma molto più facili da gestire. Per chi ama le piante rappresentano la soluzione più bella per arredare una stanza.

Kokedama in giapponese significa “palla di muschio”. La sua realizzazione è frutto di un’arte che deriva dalla tradizione del bonsai e consiste nel far crescere le piante in una sfera di argilla avvolta da muschio. Ciò elimina la necessità del vaso e ci permette di posizionare il kokedama su un vassoio oppure di appenderlo al soffitto con ganci trasparenti, creando un effetto scenografico unico e moderno.

Ogni tipo di pianta è adatta per realizzare un kokedama, orchidee, felci, piante grasse, piante da interno decorative, alberi di piccole dimensioni, piante fiorite come ciclamini, ellebori, viole… Chiunque può trovare il kokedama che meglio risponde ai propri gusti. Però per farlo durare a lungo, e vederlo crescere negli anni, è importante conoscere le caratteristiche e le esigenze della piantina all’interno della palla di muschio.

Effetto decorativo

Kokedama Asparagus
Kokedama di Asparagus

Il kokedama è perfetto nella sua sfera fresca e morbida e ha un alto valore decorativo, oltre ad attirare l’attenzione per l’aspetto inaspettato. Si inserisce bene in ambienti minimalisti, in una stanza chiara e luminosa, con arredo moderno.

In genere il kokedama viene realizzato per essere appoggiato su un supporto. Meglio evitare sottovasi in terracotta, che assorbe l’acqua, e preferire un piattino di ceramica smaltata, di forma rettangolare o quadrata, così da fare risaltare la sfera.

Per chi ha poco spazio, i kokedama possono essere appesi: il muschio è avvolto in appositi fili di nylon trasparente che sorreggono la pianta e che possono essere attaccati a un gancio del soffitto, di una trave, a una mensola… in ogni caso senza occupare spazio a terra o sui mobili.

Com’è fatta la sfera del kokedama?

Kokedama crassula
Kokedama crassula

I vivaisti che realizzano kokedama scelgono un substrato in grado di trattenere l’umidità e di mantenere la forma, per evitare che il kokedama possa “sbriciolarsi” con il secco, deformarsi oppure perdere acqua e sciogliersi. I terricci per bonsai, come l’Akadama e il Ketotsuchi, sono particolarmente adatti: l’Akadama è un composto argilloso drenante, mentre il Ketotsuchi è un terriccio acido ricco di sostanze nutritive. In alternativa si devono miscelare torba, terriccio e perlite, oltre all’argilla, che garantiscono adeguate capacità di tenuta della forma e di nutrimento della pianta.

Altra componente fondamentale è il muschio, che può essere acquistato disidratato, coltivato oppure raccolto in natura, rispettando le normative locali vigenti.

Per racchiudere il tutto in Giappone usano solo fibre naturali, come lo spago. Anche il filo da pesca è molto adatto perché trasparente e molto resistente e consente anche di appendere il kokedama.

Come curare il kokedama: i consigli del vivaista

La cura dei kokedama è abbastanza semplice e ce lo spiega Andrea De Paoli del vivaio Gardenesque, di Monteu da Po (TO) che, insieme a Simone Nigra, ha cominciato a realizzarli e a venderli nel 2018.

kokedama Schlumbergera
kokedama Schlumbergera

Valutare lo stato di idratazione

Il muschio del kokedama deve avere sempre un aspetto sano, al tatto deve essere fresco e idratato e la pianta all’interno non deve soffrire il secco. Per capire se è il momento di bagnare il kokedama, quindi, occorre guardarlo, toccarlo e soppesarlo: anche il peso infatti è un indicatore dello stato d’idratazione del kokedama. Se sollevandolo sembra più leggero del solito, oppure se toccando il muschio risulta asciutto e sembra ingiallire, è ora di intervenire.

Come bagnare il kokedama

Bisogna immergere la sfera in un catino d’acqua a temperatura ambiente, lasciando fuoriuscire la pianta a partire dal colletto. Se era molto disidratata, il kokedama potrebbe galleggiare in un primo momento e allora occorre spingerlo delicatamente verso il fondo; poi si noteranno le bolle d’aria salire a galla. Lasciarla immersa fino a quando non si notano più bolle d’aria e, in ogni caso, almeno 5-8 minuti.

Poi la si scola e dopo qualche minuto si rimette in posizione: la sfera se è ben fatta non perderà altra acqua perché l’argilla interna e il muschio esterno faranno da vaso per trattenere l’idratazione.

Tra un bagno e l’altro, se il kokedema è tenuto in casa con i riscaldamenti accesi, può essere necessario idratare il muschio anche con la nebulizzazione attraverso uno spruzzino. In caso di piante che gradiscono molta umidità, come l’Asparagus, si possono nebulizzare anche le foglie; se si tratta di una pianta succulenta, come la Kalanchoe, meglio evitare le foglie e spruzzare acqua solo sul muschio. In ogni caso la nebulizzazione, per quanto frequente, non sostituisce il bagno del kokedama, tecnica con cui l’acqua entra all’interno e idrata veramente le radici della pianta.

Concime

Periodicamente serve anche la fertilizzazione: basta aggiungere all’acqua di immersione un concime liquido adatto al tipo di pianta. In inverno e in autunno le concimazioni andranno eseguite una volta al mese; una volta ogni due settimane nel periodo primaverile ed estivo.

La posizione migliore per il kokedama

Inoltre, occasionalmente è utile ruotare la sfera per far sì che la pianta non cresca inclinata da un solo lato verso la luce.

Per quanto riguarda la posizione, i kokedama preferiscono luoghi luminosi ma non esposti ai raggi solari diretti, perché sia il muschio sia le foglie verdi temono l’irraggiamento diretto. In ogni caso, la quantità di luce e l’esposizione devono cambiare anche in base alla pianta contenuta nella sfera di muschio: una pianta grassa indubbiamente richiede più luce di una felce!

È importante anche considerare l’altezza a cui vengono appesi per evitare di urtarli accidentalmente.

Crescita del kokedama

Kokedama Ficus ginseng
Kokedama Ficus ginseng

Il kokedama realizzato con una pianta perenne potrà vivere molto a lungo, anche diversi anni, mantenendo più o meno le stesse dimensioni perché la sfera di terra non permette uno sviluppo ulteriore delle radici. Se ci sembrerà troppo cresciuto per il substrato che ha a disposizione o sofferente, si potrà spostarlo in un vaso grande o in piena terra, dove potrà crescere liberamente.

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