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Il Giardino di Ninfa, un borgo abbandonato

Nel nostro Paese si possono individuare numerosi giardini di grande pregio, ma pochi di essi mantengono intatta la perfezione del loro disegno progettuale originale, ciò avviene grazie a cure ed interventi studiati con cura.

Uno di questi rari esempi di eccellenza è rappresentato dal Giardino di Ninfa. Situato a sud di Roma, nella regione del Lazio, il Giardino di Ninfa si trova in una zona di campagna poco conosciuta, che inizialmente può sembrare poco promettente. Tuttavia, una volta varcato il suo ingresso, ci si immerge in un’autentica oasi, un paradiso inaspettato che sembra essersi preservato intatto nonostante le vicissitudini del tempo.

rovine nel giardino attraversate dal fiume
Giardini di Ninfa (credits vanityfair.it)

Il Giardino di Ninfa: un giardino da scoprire

Ciò che colpisce immediatamente è l’armonia tra le rovine antiche e la natura rigogliosa che le circonda. Le rovine stesse, che nessuno ha mai cercato di riedificare, si ergono maestose a testimoniare un passato glorioso. Il paesaggio è arricchito da fiori gialli di malerbe primaverili che sbocciano lungo i sentieri lasciando intatta la loro bellezza selvaggia.

Gli artefici di questo incredibile tesoro sono Lauro e Stella Marchetti, appassionati custodi del giardino. Grazie alla loro costante presenza e dedizione un gruppo di giardinieri lavora instancabilmente per mantenere il giardino nello stato originario.

Il risultato di questo impegno è un luogo incantevole, dove la natura e l’arte si fondono in una perfetta armonia.

Il Giardino di Ninfa è una meta imperdibile per gli amanti della bellezza e della tranquillità. La sua atmosfera magica e suggestiva vi lascerà incantati dalla sua aura unica.

Non importa se vi trovate a visitarlo preparati o se vi imbattete in esso per caso, l’effetto sarà lo stesso: un’esperienza che vi lascerà con un senso di meraviglia.

veduta aerea del castello di fianco al corso d'acqua del giardino
rovine del castello (credits· dtl viaggi)


Il Giardino di Ninfa: Un giardino storico risorto

Il Giardino di Ninfa sorge sulle rovine di un’antica città omonima, un borgo antichissimo che si estendeva ai piedi dei monti e ai margini delle paludi dell’Agro Pontino. Questa posizione strategica la rendeva un punto di passaggio obbligato per i traffici, anche dopo la caduta dell’Impero Romano. Nel corso del Medioevo, la città conobbe alti e bassi, sempre legata strettamente alla storia del papato grazie alla sua vicinanza e alle famiglie che la governavano.

Tuttavia la città fu devastata e incendiata, prima da Federico Barbarossa nel 1171 e poi nuovamente nel 1382. Con il passare del tempo fu progressivamente abbandonata. Le tracce della sua esistenza andarono perdute per secoli, fino a quando venne “riscoperta” alla fine del XIX secolo da Ferdinando Gregorovius, un viaggiatore e storico tedesco. Fu solo a partire dal 1920, grazie all’opera della famiglia Caetani, che la città ricominciò a vivere una nuova vita.

Il giardino che si può ammirare oggi è il risultato del lavoro di tre generazioni di donne della famiglia: Ada, Marguerite e Lelia. Passandosi il testimone, sono riuscite a conferire al luogo un’impronta unica, integrando perfettamente i resti storici con la vegetazione rigogliosa, i colori mutevoli delle diverse stagioni, il fluire dell’acqua, le zone d’ombra che sembrano veri e propri boschi o foreste e gli ampi tratti di cielo azzurro.

Le mura, la torre, la diga, il castello, il municipio, le chiese e molti altri edifici civili, liberati dalla vegetazione, si sono rivelati conservati in modo sorprendente. Una parte di essi è stata oggetto di accurati restauri, mentre altri, che animano il giardino e accompagnano i visitatori durante il percorso, sono stati consolidati per preservarne la bellezza.

Il Giardino di Ninfa è un luogo magico, che rappresenta una straordinaria fusione tra storia e natura. Ogni angolo racconta una storia millenaria e offre una sensazione di meraviglia e serenità. Visitare questo giardino è come fare un viaggio nel tempo, immergendosi in un passato ricco di fascino e scoprendo la bellezza che può sorgere dalle rovine.

rovine all'interno del giardino con ponte di pietra
vista del ponte (credits latinamipiace.it)

Il Giardino di Ninfa: tra acqua e natura

Nel meraviglioso scenario del Giardino di Ninfa, l’acqua è un elemento costante. Un vero e proprio reticolo permea e connette ogni angolo del giardino. Prima ancora di bagnare e scorrere l’acqua svolge un ruolo fondamentale: dal lago situato a quattro metri sopra il livello del terreno, sgorga una cascata che alimenta una turbina fornendo l’energia necessaria per rendere autonomo il giardino.

L’acqua fluisce attraverso un ruscello, creando piccole e rapide cascate che si adornano con la delicata fioritura degli iris. Raggiunge poi il fiume, che rappresenta uno dei confini aperti al pubblico del giardino, diventando un vero e proprio punto focale. L’acqua è così limpida e trasparente che ospita pesci come la Salmo truta macrostigma, una specie di trota che non tollera l’inquinamento. Rane e bisce d’acqua si muovono rapidamente tra le rigogliose macchie di giaggioli lungo le rive, mentre le libellule, ora ferme ora veloci, danzano sulla scia delle maestose calle.

Tra le meraviglie del giardino si trovano anche gli imponenti bambù, che raggiungono dimensioni da albero e formano una maestosa muraglia di colori sfumati, quasi come un mosaico vivente. Dall’acqua spuntano alla ricerca di aria le radici di un taxodium, mentre i glicini si protendono sopra la superficie specchiante del fiume, incorniciando uno dei ponti.

Grazie alla temperatura costante dell’acqua del fiume, si crea e si mantiene un microclima favorevole, che contribuisce alla rigogliosità e all’abbondanza che caratterizzano il Giardino di Ninfa. Qui, le parole come “rigoglioso” e “lussureggiante” sono la normalità, e ogni angolo del giardino riflette una natura vibrante e in armonia con l’elemento acquatico.

ponte in legno con glicini rampicanti sul corso d'acqua del giardino
glicini sul ponte nei corsi d’acqua del giardino (credits mybestplace.com)

La roccaglia fiorita

Uno spazio incantevole all’interno del Giardino di Ninfa si apre in una zona aperta, vicino all’area dedicata ai ciliegi in fiore che riempiono l’aria con la loro magnifica bellezza all’inizio della primavera. È qui che si dispiega la meraviglia della roccaglia fiorita. Mentre gli alberi maestosi sembrano sfumare dal nostro campo visivo, il cielo riprende il suo ruolo predominante, creando un affascinante gioco di contrasti con l’orizzonte limitato dalle antiche mura, ma elevandosi grazie alle chiome degli imponenti pini, che si estendono come ombrelli protettivi.

A pochi passi dall’estate, sono le delicate aquilegie e i vivaci papaveri californiani (Eschscholzia californiana) a dominare la scena. Questi fiori, simili ai tradizionali papaveri, si presentano in una varietà di colori e sfumature così diverse, arricchiti dal contrasto tra l’interno e l’esterno dei petali. Aggiungono un tocco di eleganza alla trama cromatica creata dalle grigie cinerarie, dai cespugli di cisto, dalle vibranti gazanie e lobelie, dagli iris dai toni delicati, dai centranthus che fioriranno instancabilmente per gran parte dell’estate, dalle leggere salvie da fiore, dalle eleganti euforbie arbustive e dai morbidi stachis.

Ciò che rende unica questa roccaglia è la sua conformazione naturale, con una leggera elevazione che sembra una schiena d’asino. Lungo il percorso che si snoda sulla sommità, tra un tronco e l’altro, si segue la linea disegnata dai possenti pini, che contribuiscono a creare un’atmosfera magica e un ambiente unico nel suo genere.

ciliegi sulla riva del corso d'acqua con un ponte di pietra
alberi all’interno del giardino (credits: siviaggia.it)

Alberi insoliti e rarità

Tra gli elementi naturali che spiccano in modo indiscusso nel Giardino di Ninfa, troviamo un maestoso esemplare di Populus nigra, il pioppo nero, che delinea l’ultima cornice lungo il fiume, proprio dove quest’ultimo si affranca dalle antiche mura. Un gigante possente che si erge a oltre trentacinque metri d’altezza, in uno stato di salute perfetto.

Altrettanto imponenti, sebbene spesso ignorati dai manuali, sono gli sambuchi, rappresentanti tipici della flora che prospera tra le rovine e che si adattano armoniosamente alle strutture che li circondano.

Tra i pini, è degno di nota il cirmolo, solitamente associato alle lunghe escursioni sulle montagne del Trentino Alto Adige per ammirarne gli esemplari di pregio, ma che qui si sviluppa bene anche in queste condizioni particolari. A pochi passi, in un’altra delle incredibili sorprese del giardino, spicca un gruppo di banani, mentre le tillandsie si arrampicano festose sui tronchi delle conifere.

È possibile ammirare numerose specie di aceri, tra cui l’insolito Acer grisou, riconoscibile per la corteccia che si sfalda in sottili strisce di colore tabacco, e l’Acer negundo, con fogliame variegato, che aggiunge tocchi di luminosità in diversi angoli del giardino.

Di grande pregio sono i faggi a foglia rossa, Fagus sylvatica purpurea, che per le loro dimensioni sfuggono alla mera funzione ornamentale cui spesso vengono relegati in molti giardini, mentre qui sono elementi portanti che si fanno notare in tutto il loro splendore.

Numerosi sono gli alberi da fiore di imponenti dimensioni, tra cui spiccano le paulonie, le melie, le albizie, le liriodendron, le magnolie, gli ippocastani e le robinie, solo per citarne alcuni noti a tutti.

Tra le piante rampicanti, la Caesalpina salpiaria, che a prima vista potrebbe essere confusa con una cassia per la somiglianza dei fiori, colpisce per la sua sontuosa fioritura, che si adagia delicatamente sulle mura di cinta, offrendo un biglietto da visita che pochi possono vantare.

rovine di colonne circondate da piante sulla riva del corso d'acqua
rovine nel giardino (credits· h24notizie.com)

Forme libere 

Gli alberi presenti nel Giardino di Ninfa sembrano tutti cresciuti spontaneamente, come il maestoso pioppo nero. Potremmo quasi crederlo, se non fosse che accanto ai pini troviamo esemplari di pawlonie, aceri negundo variegati, eucalipti, aceri rossi, melie e cassie. Questi alberi imponenti, altissimi e finalmente liberi da potature eccessive, sono stati solo sottoposti ai necessari tagli laddove si è reso indispensabile per riparare danni o per interventi fitosanitari.

Tutto nel giardino è lasciato crescere secondo la forma e le geometrie intrinseche delle piante stesse. È così sorprendente che si fa fatica a riconoscere i cespugli di Photinia, anche se della specie serrulata, che si presentano come alberi dalle foglie lucide e rossastre, coperti di fiori bianchi. Lo stesso accade per le mahonie, che comunemente conosciamo come modesti arbusti ornamentali nei giardini, ma qui si ergono come cascate di bacche blu, alte diversi metri.

In questo giardino, si presta una particolare attenzione al problema del calpestio e al conseguente compattamento del terreno intorno alle radici degli alberi, che potrebbe compromettere il loro sistema radicale. È proprio per questo motivo che si è invitati a seguire un percorso preciso, in modo da preservare la funzionalità vitale delle radici degli alberi.

ciliegi in fiore sulla riva del corso d'acqua con rovine sullo sfondo
albero di ciliegio nel giardino (credits: Roma Today)

Una cattedrale naturale

Il Giardino di Ninfa, una vera e propria meraviglia, si presenta come una cattedrale naturale, un gioiello racchiuso all’interno di una conchiglia preziosa. Appena oltre i cancelli che proteggono il giardino dai cinghiali, si apre il Parco del Pantanello, una vasta area umida. Il fiume che attraversa Ninfa si trasforma in un ampio fossato che serpeggia lungo le mura esterne, creando una foresta di calle lungo le rive e nell’acqua.

Ma la sorpresa che non ti aspetti è la “cattedrale” del giardino: un viale maestoso di carpini fastigiati, che con il susseguirsi delle foglie a fine aprile, chiude la volta formando un soffitto verde. In una terra baciata dal sole, questo viale diventa una navata d’ombra e silenzio. Al suo fondo, immerso nella luce, si erge un ulivo, donato dal giardino del Getsemani, simbolo di pace e immortalità. Accanto ad esso, in un richiamo di citazioni storiche, culturali e religiose, troviamo bosso, cipressi e rose cinesi, che uniscono simbolicamente Oriente e Occidente in un abbraccio unico.

Ninfa ci insegna anche che la scelta delle piante non deve limitarsi solo all’estetica, ma può essere guidata anche da un linguaggio simbolico dei fiori. In questo giardino incantato, ogni pianta è un elemento di un messaggio più profondo, che si intreccia con la sua bellezza visiva.

Organizzare la visita

Per raggiungere il giardino di Ninfa da Roma ci si dirige verso sud fino a Doganella di Ninfa (sulla via provinciale Ninfina a Cisterna di Latina, provincia di Latina). Si supera l’ingresso del Parco Naturale Pantanello e si prosegue per un altro chilometro dove c’è il parcheggio e l’ingresso del Giardino di Ninfa. Le visite sono guidate ed effettuate solo su prenotazione uno o due giorni al mese (7-8 luglio, 4-5-15 agosto 4-5-15, 1-2 settembre); non è possibile fare il pranzo al sacco nel giardino; il biglietto costa 10 euro. Info e prenotazioni info@fondazionecaetani.org, www.fondazionecaetani.org

Fonti

https://travel.thewom.it/

https://www.vanityfair.it/

www.fondazionecaetani.org

https://www.dltviaggi.it/

https://www.latinamipiace.it/

https://mybestplace.com/

siviaggia.it

www.h24notizie.com

romatoday.it

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